Claudio Conte

a cura di Salvatore Smedile

Questo blog vuole essere un omaggio al pittore Claudio Conte (Winterthur 1958 – Basel 1995).

Dopo quasi vent’anni dalla sua scomparsa, è iniziata una fase di riscoperta dell’opera di Claudio Conte. A Soresina (dove è stato sepolto e avrebbe desiderato tornare a vivere) il mondo sommerso delle sue tele e dei suoi disegni erano in attesa di tornare al mondo. Daniel ed Elvira Vaucher, insieme alla storica dell’arte Lucia Cavegn, hanno realizzato due importanti eventi attraverso i quali è stato possibile avvicinarsi alla sua arte (atelier-inspiration, Richterswil 7 – 29 giugno 2013; oxyd kunsträume, Winterthur 4 – 25 maggio 2014).

Tra il 1988 e il 1995 Claudio Conte e Salvatore Smedile hanno avuto una fitta corrispondenza dove ciascuno dava il meglio di sé con l’arte che più dominava. Claudio spediva schizzi che sarebbero poi diventati tele, ragionava sullo stato dell’arte in itinere, si confrontava su teorie e modelli con uno che l’arte la viveva a distanza. “Figure che non corrono”, il Tachipiria Edizioni, Zűrich 1990, è la pubblicazione che condensa un ciclo delle loro corrispondenze.
Labirismo è un termine fondamentale di “Figure che non corrono”, a cui Claudio era particolarmente legato. Coniato per l’occasione (“un parto, un travaglio, una metafora, una figura, una lingua”) è diventato anche il contenitore nel quale far emergere quello che rischia di andare perduto. I materiali pubblicati su http://www.labirismi.worpress.com sono di proprietà esclusiva di Salvatore Smedile.

Di Claudio Conte hanno detto:

Helmut Kruschwitz, critico d’arte (Landboten 22.01.1982): “La sua tendenza generale potrebbe essere definita di anti cultura pittorica che si schiera contro l’artigianato bello e curato. L’oggettivo è però simbolicamente astratto, compare in modo frammentario, si muove liberamente nello spazio dell’immagine senza la camicia di forza della prospettiva, dando vita ad un movimento fluente. Il messaggio contenutistico è solo accennato, senza completezza e trasparenza logica, riferito alla sfera dei sentimenti privati, non è leggibile. Qui si parla una lingua nuova e insolita, con nuovi contenuti.”

Luca Patocchi, curatore d’arte e compagno di studi di C. Conte (in occasione della mostra postuma “Nel segno del Tachipiria”, la rada, Locarno 1998): “La forza di Claudio stava nel disegno. Il suo era un segno preciso senza tentennamenti. Gli schizzi erano rigorosi e precisi. Riusciva a dare un senso di completezza con tratti molto semplici. Basti vedere i disegni eseguiti sulla carta copiatrice. La scuola di grafica che frequentò a Lugano aggiunse, se mai ne avesse avuto bisogno, quelle capacità di analisi che sfocia nella sintesi più razionale circondata da quella apparente semplicità che rende il disegno unico. Tutti i segni avevano una ragione precisa di esistere. Non c’era mai niente di superfluo.”

Salvatore Smedile, scrittore e amico di C. Conte (in occasione della retrospettiva su C.Conte, atelier-inspiration, Richerswil, 2013): “L’avanguardia, lo stare al passo coi tempi, per lui non è mai stata esclusione della figura. Quando prendeva in mano una matita, una penna, un chiodo, era un’unica cosa con quel daimon che lo muoveva. Era un vorace assimilatore di esperienze. Col suo segno connotava e trasformava, digeriva il suo vissuto fisico e spirituale. Vederlo in azione era un piacere. Il risultato di una conversazione, di un‘ispirazione, alla fine era un’icona che trasbordava di simbolico e carnalità. In sintonia con lo Zeitgeist (era già il tempo della Transavanguardia), la figurazione era al centro dell’estetica di Claudio. Le figure erano rappresentazioni di storie antiche come quelle dell’umanità. La principale era la parca che nella mitologia greca presiede al destino dell’uomo. Un femminile sempre raggiunto e sempre disperso e rincorso. Una tensione perenne con cui valeva la pena di fare i conti”.

su Claudio Conte:

http://www.atelier-inspiration.ch/unsere_kuenstler/bilder/claudio_conte
http://landbote-prod.1st.ch/detail/article/nicht-das-was-du-denkst/gnews/99272259/

http://www.oxydart.ch/rueckschau.shtml

 

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